venerdì, 19 giugno 2009

Ombra del passato

Ombra

"...Y luego en el silencio le darás tu cuerpo
Detendrás el tiempo sobre la almohada
Pasarán mil horas en tu mirada
Sólo existirá la vida amándote
Ahora quién?

Y quién te escribirá poemas y cartas
Y quién te contará sus miedos y faltas
A quién le dejarás dormirse en tu espalda
Y luego en el silencio le dirás "te quiero"
Detendrás su aliento sobre tu cara
Perderá su rumbo en tu mirada
Y se le olvidará la vida amándote
Ahora quién?

Ahora quién si no soy yo
Me miro y lloro en el espejo y me siento estúpido..."

Troppo stupido... e ora osservo solo l'ombra di un'anima che non mi appartiene. Ora è sua. Per sempre.

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categorie: silenzio, ombre, vuoto
mercoledì, 17 giugno 2009

Assenza

in attesa delle tue

della tua essenza sulle mie labbra

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categorie: vuoto
sabato, 06 giugno 2009

macrò

"...Venditore di sentimenti e passioni
affabulatore di sogni e sensazioni
uomo senza più anima e burattinaio del proprio corpo
mercenario al soldo di amori fittizzi
solitario signore del vuoto interiore
padrone della lussuria consumata ma non da lui
predatore di sorrisi
manipolatore di nuovi amori in trame illusorie..."

Ebbe l'impressione che un dito invisibile scrivesse i suoi pensieri sullo specchio appannato.
Osservava il riflesso del proprio corpo nudo sotto il getto della doccia. Non sopportava scrutare in se stesso.
Si girò. Si appoggiò con le mani sulle mattonelle della parete. Poi con tuto il corpo.
"... signore di niente e nessuno, senza la femmina che ama... senza la donna che lo ama..."
pensò aprendo e chiudendo le dita a pugno contro le mattonelle.

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categorie: silenzio, vuoto, maschera, rabbia e sospiri di un diario
mercoledì, 22 aprile 2009

gesti ripetuti (2)

"No hay dia que pase
que yo no me acuerde de ti
no hay labios que bese
que no, no me sepan a ti
tu te quedaste para siempre aqui
en mi pensamiento
tu me dominas
tienes el control
de mis sentimientos
aunque estes lejos
de nada me sirve
porque yo te quiero
ay, mas que ayer
ay, mas que ayer

yo trato, trato, trato
pero no te olvido..."

Infilo le calze... il nuovo jeans nero con effetto serico... le scarpe... apro l'armadio... prendo una camicia a caso... una prugna molto scura "questa è da parecchio che non la metto" penso... la indosso... richiudo l'anta dell'armadio... infilo la cintura nei passanti del jeans specchiandomi... abbottono i primi bottoni in basso della camicia... l'infilo nel jeans... abbottono il jeans... allaccio la cintura... continuando a specchiarmi osservo le mie dita cercare il bottone della camicia... manca... c'è un buco al suo posto... osservo l'espressione del mio viso: un'espressione che non avrei voluto più disegnata sul mio volto...

Si, è vero cazzo! per quanto si eviti di pensare c'è sempre qualcosa, un oggetto un gesto un bar una strada la notte... un cazzo di bottone mancante!... un cazzo di bottone mancante che si tira dietro tutti quei cazzi di pensieri che credevo non avrebbero più fatto male... cazzo quanto odio soffrire!... quel cazzo di ricordo, l'ultima volta che mi mise il torace a nudo con un gesto secco aprendo la camicia e strappando quel cazzo di bottone!

Posto sto post ("che cazzo di assonanza posto sto post") è vado a sfogare la mia! rabbia!

venerdì, 17 aprile 2009

gesti ripetuti

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categorie: vuoto, errori
giovedì, 09 aprile 2009

Non le lasciare...

mani

...io non lascerò le tue!

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martedì, 07 aprile 2009

Il suo ultimo bacio

noi

 - Sai cosa vorrei adesso in bocca? - disse facendo una pausa. Scrutai nella profondità dei suoi occhi.
Vidi il suo desiderio: il mio cuore nelle sue mani che grondavano sangue così come le labbra. Vidi anche che lei credeva che io pensassi che desiderasse dissetarsi con il mio sperma, come sempre. Continuò:
   - Vorrei il tuo cuore... mangiarti il cuore... nutrirmi di te... voglio il tuo cuore!
   - Hai già la mia anima. Il sapore del mio sangue già lo conosci...  - non mi lasciò terminare. La sua bocca si pose violenta sulla mia tenendomi il viso bloccato premendo sulle guance con le dita di una mano. Mi penetrò con la lingua come fosse la mia padrona. Mi tenne schiacciato con la potenza del suo corpo al sedile abbattuto della sua macchina. L'abitacolo era impregnato dalla voce di Marc Antony e di sesso, ma mi sentii sdraiato su una fredda lapide, in una notte di luna piena. Un principe oscuro, principe di tutto e di niente, principe del vuoto e del nulla. Un macchiavellico principe che si sacrificava per soddisfare la brama della propria schiava.
La sua lingua, quando interrompeva la ricerca del mio cuore scavandomi in gola, leccava le gocce di sangue sulle mie labbra mortariate dai suoi denti.  Respiravo il suo odore. La mia ossessione si nutriva delle molecole che esalava la sua pelle.
Con un movimento secco della mano fece saltare i bottoni della mia camicia. Le sue unghie solcarono l'addome, incisero il petto, lame mi trafissero il torace, ma non provavo dolore. Non ero in quell'auto. Ero su una gelida lapide desiderando che la mia realtà terminasse, che il mio corpo si svuotasse della vita, che le sue unghie fossero veramente una lama...
Ma lei non avrebbe ubbidito. A quell'ordine non avrebbe ubbidito. Non avrebbe avuto il coraggio. Per lei tutto era un giuoco.

Ancora ricordo quel bacio. Ma è solo un ricordo.

Precisazione: gli elementi di questo post NON sono una mia creazione. Il testo è opera di un faticoso copia e incolla. L'immagine l'ho prelevata a chissachi.

lunedì, 06 aprile 2009

Quel cazzo di specchio! (2)

 -Scavami dentro!... spingi più forte, non ti preoccupare di farmi male!... sfondami sfondami sfondami sfondami!... -  ripeteva come lo dicesse a se stessa, con le parole smorzate dal respiro ogni volta che picchiavo con il corpo contro le sue natiche. Il vapore riempiva il box della doccia. Avevo le mani appoggiate alle mattonelle e le sue braccia erano ali che si dibattevano chiuse tra le mie. La sbattevo con colpi decisi, schiacciandola contro la parete, come a penetrarla con tutto il mio corpo e ad ogni colpo sentivo il suo sbattere contro le mattonelle come fosse una bambola di spugna impregnata d'acqua. Era una bambola e non mi preoccupavo se stesse godendo o soffrendo. E non era lei che avrei voluto sbattere.
 J tornò nella mia mente con i suoi silenzi, i suoi orgasmi, le sue implorazioni di essere divelta, di appagare la sua sete di sperma.
Vacillavo tra il presente così automatico e lontano e il ricordo della voce di J che mi rimbombava nella testa come una bolla di cristallo che andava in frantumi per poi subito ricomporsi in un titntinnio di schegge, in modo così reale e presente "Sono tua Dani!... Sono tua... per sempre... MioSignore!..."
Al ricordo di quelle parole persi maggiormente il senso della realtà. Ancora tentai di ribellarmi. Non volevo sprofondare nella voragine del passato e della sofferenza. Mi agrappavo a quel corpo per scacciare l'ossessione del ricordo. Spingevo in in quella tenera carne in modo forsennato.
   - Sto godendo come una troia... voglio tutto... il tuo cazzo il tuo corpo la tua anima la tua sborra!... tutto!... - credendo forse che fossi prossimo al coito, e forse lo ero.
La sue parole, benché mi giungessero più alte e sconnesse, le udivo chiare ma lontane, perse nello scroscio dell'acqua bollente che batteva sui nostri corpi.
Spingevo con rabbia per spegnere l'urlo di dolore che mi cresceva dentro come un cancro.  Sentivo le lacrime accumularsi nel petto ma sapevo che non sarebbero sgorgate se avessi continuato a sbattere quel corpo rabbiosamente...
   - Dai!... Vieni!... Riempimi con la tua sborra!... Riempimi!
   - Dimmi dove la vuoi... nella fica nel culo... o la vuoi sentire scivolare nella gola?... Dimmelo troia!
   - Dove vuoi... dove vuoi tu... in bocca in culo nella fica... dove vuoi!...
Ero riuscito a tornare alla realtà. Ma per poco, giusto il tempo di sentire la mia voce pronunciare parole oscene che sapevo era ciò che lei voleva sentirsi dire. Lei che arrossiva al solo udire la parola sesso.
Poi sentii nuovamente l'urlo che dentro il mio petto strascicava i suoi pesanti passi. Un lento ma inesorabile gorgoglio che aumentava la sua pressione tra la lingua e la gola. Lo sentii abbattersi tra le sbarre dei denti e riecheggiare disperato dietro le labbra serrate Improvvise parole, come un temporale e i suoi  tuoni, si abbatterono nel box tra le ante trasparenti, squarciando il vapore, rimbalzando sulle mattonelle, mettendo a nudo la mia rabbia.
Mi persi tra immagini evanescenti che apparivano e sparivano danzamdo violente nel denso vapore. Mi schiacciai contro la sua schiena  mentre le mie mani stringevano e allargavano il più possibile le sue chiappe sode. Lei m'incitava
   - Spingi!... Ancora... straziami!...
Io spingevo e affondavo dentro di lei ma nella mente era il corpo di J. Era la sua figura che mi danzava davanti in continue sequenze. Avrei voluto vedere il suo sangue scivolare tra le cosce. Avrei voluto ancora colpire la sua pelle con le mie mani, le sue natiche con la cintura e poi ancora lacerarle il culo fino a vedere sgorgare il sangue.
   - Così Dani!... Così!
"Così Dani! Non ti fermare, più forte! Non aver paura di farmi male!"
Più vivevo le immagini nella mente, senza rendermi conto di ciò che stavo facendo in realtà, più lei si eccitava. Più urlava più la mia rabbia e l'eccitazione aumentavano.
L'acqua bollente, come una pioggia di aghi roventi, si abbatteva sui nostri corpi. Le mie unghie affondavano nella sua carne allargando al massimo le sue chiappe.
   - Adesso t'inculo!... - dissi tra i denti, come lo dicessi a J.
Con un movimento veloce, levai il cazzo dalla fica e, con un colpo secco, la sodomizzai, spingendo con la mano sul suo inguine e cercando il clitoride. 
Lanciò un urlo, subito soffocato mordendosi le labbra. Vidi la sua smorfia di dolore stagliarsi sulle mattonelle. Poi i suoi fianchi iniziarono a muoversi lentamente, seguendo il ritmo delle mie dita che accarezzavano il clitoride.

(CONTINUA)

sabato, 04 aprile 2009

Il culo sbagliato

non potrò mai dimenticare...Dune

Un amico mi ha raccontato:

Ho riso. Finalmete ho riso, non solo sorriso.... bevevo con alcuni amici. suona il cellulare (ma k kzz me lo ha fatto fare di mettere quella suoneria!... derroche...) "si, dimmi" "Ma che culo hai messo nell'annuncio?".... beh!... è successo che ho messo il culo sbagliato,,, ma ha ricevuto più telefonate del solito.... kzz quanto ho riso pensando al tipo che andando all'appuntamento si trova un culo diverso da kll visto nell'annuncio!....

poi il mio amico aggiunse:

"ma k kzz ha da lamentarsi se poi sta lavorando più del solito!... "

Beh!... sono diversi... km abbia fatt a sbagliar... forse era ubriaco

Forse anche io...

 

postato da: TuoSogno alle ore 17:52 | link | commenti (3)
categorie: cazzate, amici, sorrisi, imprevisti, errori, prostituta

La Quiero a Morir

Ubriaco di Marc anthony di alcol Ana Belen sofferenza immagini Maria Conchita cinture e stringhe... poi...

"Y yo que hasta ayer
solo fuí un orgastan
Y hoy soy guardian de sus
sueños de amor
La Quiero a Morir

Puede destrosar todo aquello que ve
Porque ella de un soplo lo vuelve a crear
Como si nada, Como si nada
La Quiero a Morir

Ella para las horas de cada reloj
Y me ayuda pintar transparente el dolor
Con su sonrisa
Y levanta una torre
desde el cielo hasta aquí
Y me coce unas alas
y me ayuda a subir
A toda Prisa, a toda prisa
La Quiero a Morir "[...]

... poi... due mani nella notte si offrono perdutamente...

 

 

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categorie: amici
venerdì, 03 aprile 2009

ancora vorrei...

LaMiaTeneraSkiavain attesa delle tue

SeiVenutaNelMioSogno

Entranellamiamente (il mio Angelo)

"Raccoglierò il tuo silenzio
tra le mani i tuoi pensieri
nella mente il tuo dolore
spargerò
la mia carne nel tuo ventre
i miei sogni sul tuo corpo
il mio seme sul tuo viso...."

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categorie: erotismo, mtsk, donna diversa, benda nera
lunedì, 30 marzo 2009

Quel cazzo di specchio!

ricordo

Mi sentivo addosso ancora l'odore di sesso. Per quanto mi fossi sfregato la pelle, quell'odore non mi abbandonava. Un odore inconfondibile. Era nella mia testa, e non era quello della ragazza che avevo lasciato a dormire nel mio letto. Uscii dalla doccia. Mentre mi asciugavo, osservavo il mio corpo riflesso nel grande specchio sulla parete di fronte, circondato dalle immagini del passato. Seguivo con lo sguardo annebbiato i sorrisi sbiaditi svanire al di là del vetro, le immagini di  J allontanarsi sempre più. Ero consapevole che stavo svanendo dalla sua mente così come io le immagini che vedevo sparire, ogni giorno, lentamente, dentro quello specchio. Avvicinai il viso per meglio seguire ancora la figura di donna ingoiata dalla nebbia, confusa tra i rami intricati di un bosco e la sua voce persa nell'eco di un ululato d'addio di un lupo sofferente. Guardai le mie labbra riflesse e compresi che non avrebbero più sorriso. Ma non avrebbero più tremato. Osservai i miei occhi: la maschera dell'ipocrisia mi tendeva le mani attraverso lo sguardo. Alzai la mano verso lo specchio appannato lasciando cadere l'asciugamano.
Mi sentii cingere i fianchi e la morbida sensazione di un corpo di donna sfiorarmi la schiena.
   - Cosa fai? Conti le gocce che scivolano sullo specchio? - sussurrò una voce al mio orecchio riportandomi alla realtà. - Dai, torna con me sotto la doccia. - disse ancora sfregando il suo corpo contro il mio. Ebbi un flash, lo specchio s'illuminò di un ricordo e sentii la pelle di J contro la mia schiena e le sue dita sottili dirigere il mio pene mentre orinavo.
Nello specchio, seguii la mano della ragazza accarezzarmi l'addome e, lenta, scendere sul pube.
Mi voltai. Indossai la maschera del sorriso.
   - Non sei ancora sazia? - Chiesi  passandole le dita tra i capelli.  - Ho già fatto la doccia e stavo pensando di radermi.
   - No, non abbastanza! .... No, non raderti, stai bene così. - Rispose inginocchiandosi sull'asciugamano.

Altro ricordo
Le sue labbra si poggiarono sul mio ventre e la sua lingua, come una spada, incise la mia pelle, penetrando i tessuti e lacerando la carne con famelica passione cercando l'anima che più non avevo e persa in qualche angolo remoto nella mente di J.
Alzò lo sguardo.
Aprì la bocca.

(CONTINUA)
P.s.: le foto inserite in questo post le ho trovate nel web. Chi si riconoscesse in esse o ne reclamasse i diritti me lo faccia sapere che provvedo ad eliminarle (bhe!... se mi lascia il numero di telefono...)

giovedì, 12 marzo 2009

normalità

"...Era nel peggior stato mentale in cui si potesse trovare. Non incerto, ma nell'impossibile situazione di non poter decidere. Provò una terrificante solitudine. La solitudine assoluta, dietro tutte quelle maschere, che per tutto il giorno e il giorno appresso gli restò appicicata addosso come un vestito bagnato. Finché non rivide il sorriso della sua schiavetta. Allora si lasciò andare, lasciò cadere tutte le sue maschere. Pianse come un bambino. Pianse come un vecchio. Si disperò. Fece sesso come un amante rubato al tempo. Poi lei andò via e tornò la solitudine. Tornarono le maschere, per nascondere agli altri il vuoto più pesante di un macigno..."
postato da: TuoSogno alle ore 15:53 | link | commenti (3)
categorie: silenzio
sabato, 14 febbraio 2009

vuoto

Un giorno come un altro. Alcol... parole... un bicchiere dietro l'altr4o... una parola dietro l'altra... e la sofferemza che va giù.. scivola sotto la pelle come il gjiaccio che scivola in vocca... un giorno comwe l'altro.... una notte dietro l'altra... come prima... come sempre... vuoto... vuoto e gelo
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categorie:
venerdì, 06 febbraio 2009

Per niente erotico

Inginocchiata tra le mie gambe divaricate, hai rivolto lo sguardo allo specchio inseguendo frenetica col tuo orgasmo le gocce di sperma che dal mio cazzo  stretto nella tua mano schizzavano sulle tue labbra dischiuse.
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categorie: gocce, cristalli, porno
giovedì, 22 gennaio 2009

Inganno

L'ho sodomizzata con violenza. Schiantato le mie mani sul suo culo urlando le parole più oscene. Lacerato la sua pelle. Penetrato il suo dolore col mio piacere. Mischiato le sue lacrime al mio sperma...
Poi... l'odore di sesso era denso come il nero apparso improvviso coprendo le immagini dietro le mie palpebre. Tenni gli occhi chiusi. Ebbi timore che aprendoli scoprissi di non essere nel mio letto. Il senso di colpa era in agguato. Ero tentato di allungare la mano cercando il corpo del mio sogno. "Si, è un sogno!.." perché non volevo sapere... che se non fosse stato un sogno scoprire che il corpo il quale avrei toccato non era J... Desiderai addormentarmi. Per non sapere. "... e questo odore... questo respiro... forse è solo un sogno... forse sto ancora dormendo."
postato da: TuoSogno alle ore 10:17 | link | commenti (6)
categorie: sogni, errori, rabbia e sospiri di un diario, benda nera

il tempo che non basta

Il tempo che non basta

 "...Volevamo rendere immortali i gesti più incerti tra il piacere e il dolore ma il tempo beffardo ci costringe a fuggire dalle nostre fantasie
e il canto disperato "No, perchè adesso!... restiamo ancora!" di una carezza distratta che ancora si nutre di una impotente passione si perde nei gesti consueti senza sogni.
Questo tempo così crudele che partorisce ore come fossero secondi quando le fantasie non sono sogni
e un ultimo bacio, così amaro, ci stacca fino al prossimo bacio così dolce nel ritrovare  i nostri sguardi fantasiosi..."
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categorie: silenzio, vuoto, labbra, mtsk
mercoledì, 21 gennaio 2009

Il vero anonimo.

L'anno scorso ho pubblicato questo post:


"Venne da me vestita solo col suo sorriso di seta
Coperta dal profumo di parole silenziose
Si accostò nella mia mente
sussurrando suoni con le dita sul mio corpo...
 ... la sua bocca umida di lussuria scomparve tra le mie gambe...
Solo lei...
e nessun'altra!

Un utente anonimo scrisse questo commento: "meglio la prostituzione. Dopo cinque minuti ne scrisse un altro:  
" ... la sua bocca umida di lussuria scomparve tra le mie gambe."

Che modo barocco per descrivere un pompino.
Alla mia donna se le dico: "sparisci tra le mie gambe" non capisce. Se le dico: "su, da brava, fammi un pompino" lei si butta a pesce.
Questione di sfumature, forse.

Il vero anonimo. 

 Quando sento la malinconia impadronirsi del mio sguardo che vaga nel vuoto, per allontanarla leggo i racconti eroticomici di un "amico", oppure rileggo i commenti di Il vero anonimo... ed ecco che sorrido!

Mi chiedo che fine abbia fatto quest'utente anonimo...

...e lei?

postato da: TuoSogno alle ore 07:43 | link | commenti (1)
categorie: amici, sorrisi, vuoto
venerdì, 09 gennaio 2009

parole non dette

postato da: TuoSogno alle ore 18:45 | link | commenti (6)
categorie: parole
venerdì, 26 dicembre 2008

"Stronza!" (3)

La bocca scivolò fino al pube. Strinse con i denti e ritirando la testa sfilò il preservativo. Lui, veloce e con forza, premette ancora slla testa, senza darle la possibilità di liberare la bocca.
   - E ora succhia, se sei capace! - Premette finché nn sentì la cappella arrivare in fondo alla bocca. Lei si agitò, sentendo il preservativo scivolare verso la gola. Tentò di liberare la testa da quella morsa. Lui aumentò la pressione delle mani.
   - Ora ti stupro la bocca! Poi passerò alla fica e poi al culo! - Continuò con tono osceno come rivolto alla figura che appariva e spariva tra la nebbia della mente.
Lei si sentì soffocare. Le labbra sfregavano sui peli. Sprofondò tra le acque nere dell'impotenza. Il cazzo le riempiva la bocca. Carne contro carne. Carne calda e pulsante nella sua bocca. Si lasciò trascinare dalle correnti del delirio. "Si stuprami, ma lasciami respirare!... Soffoco!... Spingi ancora una volta e poi lasciami prendere aria..." pensò lei. Eppure, quello stato di soffocamento, le dava una sensazione di pienezza che non desiderava abbandonare. Non avrebbe voluto più uscirne, ma stava soffocando. "Ho bisogno di aria... e poi continuare... si continuare ad annegare... sentirmi stuprata... abbandonarmi a queste mani che mi costringono!". Era in quello stato che induce la mente a pensieri assurdi e insensati.
Lui allentò la pressione. Lei tossì. Il preservativo fuoriuscì rimanendo appeso alle labbra. Tossì ancora e il preservativo cadde come un rigurgito. Lui premette nuovamente dandole il tempo solo di prendere un po' d'aria. Lei ricadde nel delirio della passione con la mente colma d'immagini e, nel corpo, la sensazione di pienezza. Immaginò di essere violentata da più persone contemporaneamente. L'esaltazione della sua fantasia non aveva limiti. 
Tossì ancora... vomitò saliva e libido... tossì raucamente...  si sentì afferrare per le braccia e sbattere sul letto come un oggetto. come una bambola che lasciata cadere gli arti si pieghino in modo innaturale, come fossero rotti... continuava a tossire e ad aspirare aria sibilando. Le gambe restarono penzoloni e divaricate fuori dal letto... Lui le scoprì il ventre, afferrò il tanga e tirò con forza strappandolo. Lei sentì il tessuto lacerarle le labbra della fica. Tossì come se il colpo di tosse non volesse fuoriuscire. Gemette per il bruciore nell'inguine.
Tentò di rialzarsi, tossendo e agrappandosi al vuoto che incontrava la mano sbattendo nell'aria.
   - Stai giù troia!
   - Aspetta... mi manca... - tossì sollevando il busto e agitando le braccia - l'aria!... - riuscì a terminare la frase tossendo. La mente di lui era altrove, dove le sue mani straziavano il corpo di quella stronza che non abbandonava la sua mente. Lei fece il tentativo di agrapparsi al gubbotto ma lui le diede uno violento schiaffo con la forza della rabbia e lei si lasciò cadere sul letto con la testa che rimbombava dei colpi di tosse e dall'eco dell'impatto della mano sulla guancia. Il forte bruciore improvviso si espanse per tutto il corpo in una istantanea di dolore. Una scossa elettrica che le procurò fiamme nel ventre. Lui le fu addosso con furia violenta e disordinata animato dalla passione dell'ira e della gelosia. La strinse a se, la gamba tra le sue cosce, premendo con una mano sulle sue natiche e, con l'altra, tirandole i capelli costringendola ad esporre il fascio di tendini e nervi del collo, Con l'impeto di una bestia famelica si buttò con la bocca su quella carne luminosa succhiando e mordendo sul collo.
   - Voglio le tue lacrime... - bisbigliò lui con la testa immerso nei suoi capelli e la mente in un altro mondo. Lei si dibatteva, piangendo, per sfuggire al dolore ma che sentì trasformarsi in intenso calore che la portava ad abbandonarsi a quella violenza. Capì che voleva essere preda di quelle mani forti e violente, di quei baci appassionati e rabbiosi che la trascinavano dal dolore ad una veemente passione, dal supplizio al piacere. Una travolgente follia le attraversava il collo e la testa, rimbalzando e vibrando sui denti di lui che le penetravano il collo, su quelle labbra che non smettevano di succhiare, sperdendosi su tutta la superfice del corpo, mischiandosi all'intenso desiderio di sentirsi la fica sfondata dal cazzo di quell'uomo che non sapeva chi fosse ma che sentiva, in quel momento, padrone dei suoi sensi.
Lui la penetrò con forza, quasi a volerle percorre il ventre e andare oltre. Lei parlava in un concitato sussurro forse rivolta a se stessa. Parole che si sperdevano nella stanza riempendo gli spazi in un crescendo di affanno e altre parole, confuse nei gemiti di dolore e piacere, finché all'unisono cadderro nel baratro dell'orgasmo.
Entrambi rimasero in ascolto del loro affanno che si allontanava perdendosi nel silenzio delle ombre ramificate sul soffitto. Un silenzio che gravava sui loro corpi disfatti.